I SANITARI ABBANDONATI
Di te, chi si occupa?
È questa la domanda che ho fatto ad un chirurgo straordinario, divenuto poi mio cliente, qualche mese fa.
Mi ha risposto con sguardo sconsolato, dall’alto della sua fama.
In quel frangente, risultava profondamente vulnerabile.
L’ho abbracciato forte e tenuto fra le mie braccia per qualche secondo, come si fa con un bambino indifeso, poiché dentro di noi, quando abbiamo dato tutto, è il bambino indifeso che va curato, non l’adulto invincibile.
Li chiamavano eroi, ma chi si è occupato di loro?
Quando una persona si prodiga per la vita degli altri, mette al servizio del prossimo le proprie forze fisiche, mentali, emotive e, soprattutto, spirituali.
In un processo di dare costante, ciò che viene svuotato profondamente è lo spirito, sorgente di fiducia, autostima, calore umano, gentilezza, amore puro.
Quindi se non si procede con una chiara e definita opera di profondo nutrimento di questo spazio, a nulla serviranno euro in più in busta paga o pacche sulle spalle mediatiche.
La deriva sarà totale, gli operatori diverranno i prossimi pazienti.
Il sistema, inoltre, non prevede il chiedere per sé, quindi medici, infermieri, oss ed operatori delle strutture per anziani si prodigano senza fermarsi a ricevere, poiché quel lavoro lo fanno per una spinta interiore che tende a voler curare l’altro, rinunciando a sé stessi.
Serve quindi una presa di posizione dall’alto, dedicata a dare a chi vive nel dare.
Equivale ad una missione di pace, indispensabile dopo 2 anni di dolorosi sacrifici.
Sono anni che porto avanti questo messaggio, inascoltato.
A nulla serve la formazione tecnica di come si imbraccia una siringa o di come si disinfetta una stanza, se chi lo fa non ha più spazio d’amore, nel cuore, perché saturato da un sistema che lo sfrutta.
Apriamo gli occhi e facciamo la cosa giusta.
Occupiamoci di chi si occupa di noi.
Subito.
Stefano Scialpi
Giugno 16, 2022